Perugia, 8 febbraio 2010 - Una attività di indagine svolta tra due
settori operativi. Prima lacquisizione della documentazione nazionale e
regionale disponibile, come le relazioni della Commissione parlamentare d'inchiesta
e della Direzione nazionale antimafia e i Dossier d'informazione nazionali
e regionali. Poi gli incontri conoscitivi con le massime autorità preposte
al controllo dei fenomeni criminali, sia in ambito nazionale che
regionale, con la rete delle istituzioni locali, con gli enti e le
associazioni rappresentative del mondo del lavoro, dell'economia, del
sociale, dell'istruzione e della cultura. Così il presidente della
Commissione di inchiesta sulle infiltrazioni criminali in Umbria ha
spiegato il lavoro svolto dall'organismo del Consiglio regionale, che si è
avvalso di un supporto specialistico di alto livello, grazie alla
convenzione stipulata con il Dipartimento istituzioni di diritto pubblico
dell'Università di Perugia.
La Commissione ha spiegato il presidente si è mossa per verificare l'esistenza
e l'entità del fenomeno dell'infiltrazione criminale in Umbria, per
valutare di conseguenza le misure da intraprendere per un'efficace azione
di contrasto, nei limiti delle funzioni attribuite e nel rispetto delle
competenze proprie di magistratura e forze dell'ordine. Per comprendere l'entità
di questi fenomeni si sono svolti incontri con il Procuratore distrettuale
antimafia (Dia) per l'Umbria, Federico Centrone, con il Comitato
provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di Perugia e Terni,
coordinati dai rispettivi Prefetti: quanto emerso induce a ritenere che il
controllo del territorio sia ancora saldamente in mano alle istituzioni
democratiche. Tuttavia è stato sottolineato - droga, prostituzione e
usura sono fenomeni in costante crescita ed allarmante è l'attività di
riciclaggio come testimoniano i numerosi beni confiscati alle mafie nella
nostra regione. Attività di riciclaggio potrebbe ulteriormente espandersi
in un momento di grave crisi economica, per le difficoltà crescenti di
numerosi imprenditori e di tante piccole e medie imprese ad accedere al
credito e per le ingenti risorse di cui invece possono disporre le
organizzazioni criminali.
Tutti gli interlocutori della Commissione si legge nella relazione -
hanno condiviso l'idea che per sconfiggere le mafie occorre la
partecipazione consapevole delle persone, l'affermarsi di una cultura
della legalità per orientare i comportamenti collettivi ed individuali
verso una nuova etica pubblica. Per questo è stato chiesto ed ottenuto che
nel bilancio della Regione fossero impegnati circa 60 mila euro per l'anno
2010 da destinare a progetti formativi di educazione alla legalità da
promuovere congiuntamente con le Istituzioni scolastiche e universitarie
rivolti alle giovani generazioni.
L'Umbria, già considerata tra le Regioni più avanzate in termini di
trasparenza avendo introdotto l'obbligo del Documento unico di regolarità
contabile contributiva (sia per i lavori pubblici che per quelli privati)
può oggi vantare anche l'introduzione dell'obbligo del Codice unico di
progetto e del Conto corrente dedicato per tutte le imprese
aggiudicatarie, subfornitrici e comunque affidatarie al fine della
tracciabilità delle risorse. È stata implementa la banca dati dell'Osservatorio
regionale sui lavori pubblici attraverso la registrazione di tutti i
concorrenti alle gare con i relativi ribassi d'asta. È stato istituito l'Albo
regionale delle imprese fornitrici, per andare oltre la certificazione
antimafia includendo le informazioni prefettizie. Sono stati definiti
capitolati speciali con l'obbligo per le imprese di denunciare eventuali
estorsioni, pena la cancellazione dall'Albo stesso e i contenuti del
Protocollo di legalità, da far sottoscrivere a tutti gli attori
economici e le stazioni appaltanti dell'Umbria.
Per quanto concerne l'attività di controllo e contrasto delle
infiltrazioni criminali nella prossima legislatura, il presidente della
Commissione di inchiesta ha evidenziato che sarà fondamentale la
mappatura delle cave e delle discariche, accompagnata dalla previsione
dell'obbligo per le ditte appaltatrici di stimare i rifiuti e di
dichiarare dove dovrebbero essere smaltiti. Sarà importante definire norme
più stringenti in merito alle gare per la fornitura di beni e servizi,
costruire con le Amministrazioni locali una rete di monitoraggio e
controllo sulla compravendita di terreni e immobili e delle attività
commerciali. In collaborazione con le forze dell'ordine, la Magistratura,
il sistema bancario, gli intermediari finanziari e i notai, sarà
importante individuare degli strumenti più incisivi per monitorare la
provenienza dei capitali investiti nella nostra regione.
Il Consiglio regionale ha infine approvato all'unanimità l'ordine del
giorno che, manifestando solidarietà alle vittime della criminalità
organizzata e all'ex sindaco antimafia di Gela, Rosario Crocetta
(vittima di numerosi attentati) auspica che la nuova Assemblea regionale
che si comporrà dopo le elezioni di marzo vari una nuova Commissione di
inchiesta, che prosegua il lavoro fin qui svolto.