"Politiche venatorie in Umbria", il convegno organizzato dal gruppo regionale del Partito Democratico a Spoleto non solo è stato il giusto prologo alla pre-apertura della caccia ma anche un momento serio di riflessione e di confronto sulle questioni ancora aperte sulla caccia a livello regionale e nazionale.
Per il consigliere regionale Giancarlo Cintioli, promotore e coordinatore dell'incontro, istituzioni e associazioni venatorie, grazie a questa prima iniziativa, hanno avuto modo di avviare un confronto serrato, a tratti animato, ma sempre costruttivo e volto ad eliminare ogni disinformazione e confusione su un argomento complesso e controverso come quello della caccia dove è necessario raggiungere il giusto equilibrio tra le esigenze del mondo venatorio, agricolo ed ambientale.
Se a livello nazionale è emersa l'esigenza di migliorare l'impianto della legge quadro sulla caccia (L. 157/92) adeguandone le previsioni a realtà e sensibilità sociali, ambientali e venatorie diverse rispetto a quelle considerate dal legislatore nel 1992 nonché ai mutamenti climatici, di riproduzione e di presenza della fauna stanziale e migratoria intervenuti nel frattempo nel Paese, a livello regionale è quanto mai urgente avviare congiuntamente con le altre Regioni un tavolo tecnico per omogeneizzare i calendari venatori e renderli pluriennali; per riformulare l'iter che consente la caccia in deroga alla direttiva CEE 79/409 e quindi il prelievo delle specie fringuello, peppola, passero e storno; per pianificare una attività di rilevamento delle popolazioni di avifauna mettendo così l'Istituto nazionale per la fauna selvatica nelle condizioni di poter elaborare statistiche attendibili sulla base di dati territoriali raccolti in modo standardizzato e scientificamente sostenibile; per limitari i danni causati dai cinghiali e dalla fauna selvatica; per investire sulla gestione del territorio e quindi sugli Ambiti Territoriali di caccia; per dare uguale dignità alle tre forme di caccia (stanziale, migratoria e dei cinghiali).
Di contro è stato auspicato da più parti la necessità di ritrovare nell'associazionismo venatorio una unità di intenti che consentirebbe di dialogare in maniera costruttiva anche con il mondo agricolo ed ambientale.
La Regione Umbria, all'avanguardia nelle politiche venatorie, tramite l'assessore regionale Lamberto Bottini ha ribadito la massima disponibilità a tornare sopra ai provvedimenti adottati in materia di calendario venatorio, di regolamento degli ATC, di deroghe ovviamente nel rispetto delle regole e in piena armonia con le categorie interessate.
L'iniziativa promossa dal gruppo consiliare regionale del Partito Democratico è stata considerata dai partecipanti una pietra miliare nei rapporti tra istituzioni e associazionismo venatorio, una esperienza da ripetere allargandola alle forze politiche, al mondo agricolo e ambientalista al fine di trovare soluzioni sempre più condivise.
All'incontro sono intervenuti oltre all'Assessore regionale Lamberto Bottini, gli assessori provinciali Massimo Buconi (Perugia) e Gianni Pelini (Terni); i presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia Quartilio Ciofini (ATC1), Ezio Bordicchia (ATC2) e Giovanni Eroli (ATC3) nonché gli esponenti delle principali associazioni venatorie regionali con Franco Di Marco (Federcaccia), Giancarlo Comastri (Arci Caccia), Francesco Ragni (Enal Caccia), Stefano Tacconi (Libera Caccia) ed esponenti di livello nazionale come Massimo Silvani presidente nazionale (CPA - Caccia Pesca Ambiente); Paolo Sparvoli, presidente nazionale Liberacaccia; Osvaldo Veneziano, presidente nazionale di Arci Caccia; Gian Luca Dall'Olio, vice presidente nazionale di Federcaccia; Alessandro Angelini, vice presidente nazionale di Enal Caccia.