SALVIAMO LA SCUOLA ELEMENTARE DI PIEDILUCO CON UN MUSEO DEL SISTEMA IDRAULICO DELLA CASCATA E DELLE TRADIZIONI LOCALI
IL COMUNE, COSTRETTO DAI DEBITI, LA STA SVENDENDO. INSISTERE NEL RIBASSO SIGNIFICA REGALARLA.
Terni può ripartire solo con un progetto di città nuovo, dinamico, di forte qualità, che coinvolga tutti coloro, di destra e di sinistra, che siano in grado di dare un proprio contributo. Esattamente il contrario dell'orizzonte plumbeo che oggi impedisce alla città di volare. Un progetto per Terni che, lungi dalla vacuità dei programmi elettorali, attui concretezza, fattibilità e tempi certi. Una piccola rivoluzione culturale rispetto alle campagne elettorali farcite di ‘slogan & sciocchezze'. Si chiamerà "LA TERNI DELLE 100 IDEE". In questi anni, abbiamo fatto studi, preso molti contatti, elaborato ipotesi di lavoro molto serie. Oggi iniziamo con una idea di minore impatto ma, nel panorama stagnante di Piediluco, sicuramente alternativa.
La vicenda della Scuola elementare di Piediluco rappresenta una delle ‘perle' di mala gestione di questa amministrazione. Il progetto iniziale risale a una decina di anni fa, avrebbe previsto una ristrutturazione a carico dei privati con la concessione trentennale per la gestione come albergo a due stelle per il turismo giovanile, sportivo e familiare. La proprietà, valorizzata, sarebbe rimasta alla città, e allo scadere dei 30 anni il Comune avrebbe potuto decidere cosa farne. La circoscrizione però, allora era presidente Piccinini, impose, per ragioni puramente ideologiche, un ostello della gioventù, con camere senza bagni, e rifiniture decisamente spartane. A nulla valsero gli ammonimenti dell'amministrazione comunale di allora sulle mutate esigenze degli stessi atleti del canottaggio. Quella miopia portò alla non accettazione, da parte degli operatori del settore, della prescrizione ad ostello semplicemente perché tale destinazione non avrebbe loro consentito di rientrare nelle spese della ristrutturazione. Una lunga serie di ‘peripezie' ne sono seguite portando, nel corso di questi anni, ad un progetto opposto: non più salvaguardia e valorizzazione ma vendita a saldo al miglior offerente. La struttura risale ai primi del ‘900 ed alcuni fregi esterni, liberty, del pittore reatino Calcagnodoro la rendono ancor più graziosa. Purtroppo alla citata ‘miopia' sono seguiti una serie di altri errori. Si consideri soltanto che mentre dieci anni fa, con una ristrutturazione valutata intorno agli 850 milioni di lire (valore che si sarebbe incorporato al bene a favore dell'intera comunità, oggi si sta cercando di svenderla partendo da 650 mila € con probabili ulteriori ribassi. La vera ragione della svendita, va detto, non è quella di realizzare un nuovo investimento ma la ricerca di liquidità, da parte del Comune, per pagare la quota capitale dei Boc al 2008. Lasciamo pertanto, ad ognuno, giudicare l'assurdità di un tale epilogo.
In un programma più vasto ed articolato rientra la nostra proposta:
1) occorre BLOCCARE IMMEDIATAMENTE LA VENDITA, rinviando la decisione alla prossima amministrazione. Insistere, con una situazione di profonda crisi per i mercati, favorirebbe soltanto la speculazione;
2) realizzare, invece, un "MUSEO IDRAULICO DELLA CASCATA DELLE MARMORE E DELLE TRADIZIONI LOCALI" dalla pesca, all'agricoltura, alla caccia. Si arricchirebbe dei vecchi arnesi che ormai vanno perdendosi ma anche dei più moderni sistemi audiovisivi interattivi. L'interesse sarebbe elevato sia dal lato tecnico/scientifico che da quello storico antropologico. Inserendolo nel tour dei visitatori della Cascata, animerebbe in questo modo un flusso enorme di turisti verso l'antico borgo lacustre, con la creazione di decine di nuovi posti di lavoro. Il parcheggio a due passi non attende che di essere utilizzato.
Enrico Melasecche
Gianluca Piergili
Consigliere Circoscrizione Valnerina