Siamo fortemente preoccupati per il futuro della SSIT e per la riconferma del Consiglio di Amministrazione della Società di Trasporto Pubblico Locale, che in questi anni non ha saputo tenere in equilibrio i costi e gli investimenti per non gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini spoletini e della provincia .
La politica del Presidente Tulipani infatti ha generato solamente debiti su tutti i fronti, con troppe operazioni non trasparenti ed acquisizione di appalti che non hanno apportato quelle risorse preventivate e sperate per il mantenimento in equilibrio degli esercizi finanziari. Un esperimento di improvvisarsi imprenditore, con i soldi dei contribuenti, miseramente fallito. Ci vorrebbe un "Commissario ", in grado di accertare le rispettive responsabilità, altro che riconferma dei soliti noti.
Una politica del personale anch'essa poco trasparente e che ha posizionato i dipenden-ti in una grave situazione di inferiorità rispetto ai colleghi delle altre Aziende della Provincia, tant'è che oggi non si trovano le risorse necessarie per riequilibrare gli stipendi, prima della fusione con APM e FCU.
Strane operazioni " salate", di prepensionamenti di funzionari e dipendenti, che sono costate centinaia di migliaia di euro alle deficitarie casse della Società, trascinata in contenziosi legali, risolti poi con "ermetiche" forme transattive.
Continuo ricorso all'ampliamento delle eree di parcheggio di superficie, a pagamento, per avere risorse finanziarie fresche , da destinare all'ammortamento dei mutui sulla mobilità alternativa, poiché i piani finanziari programmati si sono rivelati inesatti a causa dei ritardi dovuti alla realizzazione dei parcheggi, allo scarso utilizzo degli stessi, ed al sovradimensionato piano per la mobilità alternativa.
Ribadiamo il no!!!, a nuove società per la gestione dei parcheggi, c'è già l'ASE, 100 % del Comune di Spoleto, e chiediamo all'Amministrazione Comunale di porre fine al continuo ricorso a nuovi balzelli per far fronte a costi mal programmati, finendo sempre col mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
E ora di voltar pagina.
Maurizio Luciani - Paolo Zaffini