di Daniele Ubaldi
Passeggiate romantiche obbligatorie per le vie dell'acropolina, l'acropoli spoletina. "Obbligatorie", è il caso di dirlo, visto che nella sempre più "blackouata" Spoleto - tanto nella parte bassa quanto in quella alta della città, viva la par condicio - è ormai la regola imbattersi, quasi ogni sera da una settimana a questa parte, in una zona priva di illuminazione. Certo, gli innamorati fanno festa, visto che le vie buie sono tutte per loro, e allo stesso modo l'oscurità si rivela un bene per nascondere ai turisti più di un cantiere edile - risalente al periodo mesozoico - tra quelli sparsi per le vie del centro.
Un po' peggio sta andando per chi nell'oscurità ci vive da circa un mese, soprattutto persone anziane e sole. Si tratta dei residenti di via degli Abeti, caratteristica stradina di Spoleto Alta che congiunge Montarone con viale Matteotti. Qui, tra la via e la piazzetta del Teatro Clitunno, dove c'è un piccolo parcheggio (manco a dirlo) a pagamento, i punti luce sono soltanto due, uno dei quali è fulminato da ormai una 30ina di giorni. L'altro, che serve più che altro la piazzetta, funziona invece a intermittenza, illuminando per qualche ora o qualche momento prima di spegnersi e poi tornare a brillare.
"Ci siamo rivolti più volte all'Ase - raccontano alcuni pensionati che vivono tra via degli Abeti e piazzetta del Teatro Clitunno - ma nessuno si è mai degnato di venire a sostituire la lampadina fulminata e quella che va a singhiozzi. E così ci tocca di vivere in una strada che rimane al buio tutta la notte. Meno male che le giornate ora sono lunghe e c'è luce fino a dopo l'ora di cena...". In effetti, per molti rincasare al buio può rivelarsi un'impresa pericolosa: superfluo sottolineare i rischi cui si incorre se si inciampa e si cade a terra in età avanzata. "Abbiamo anche fermato un paio di volte i vigili urbani - concludono i residenti - partecipando anche a loro il problema. Ci avevano assicurato che avrebbero segnalato il tutto a chi di dovere, ma ad oggi nulla è cambiato".
Mentre gli anziano abitanti della zona attendono fiduciosi che qualcuno metta mano al problema, i fidanzatini - ma anche gli spacciatori - si godono l'obbligatoria e cronica privacy offerta dall'ordine costituito.