Siamo convinti che in questa domenica delle Palme, sia importante ribadire
un concetto tanto cristiano quanto universale, ovvero che nessun uomo e' un
isola. Per questo sarebbe importante che una citta' di cultura, di "festival
dei due mondi" e di valori cristiani come Spoleto sia solidale con il popolo
tibetano.
Ci sono degli uomini nel Tibet cinese che stanno protestando per avere piu'
diritti, per la sopravvivenza della propria cultura e per chiedere
l'autonomia del Tibet rispetto alla Cina. Infatti in pochi sanno che il
Dalai Lama non chiede la creazione di un nuovo Stato, ovvero l'
indipendenza, ma solo un governo regionale autonomo: un modo in piu' per
marcare la totale estraneita' di interessi politico strategici del popolo
tibetano che vuole semplicemente mantenere le proprie tradizioni e la
propria cultura.
Ad oggi il governo comunista - ogni tanto e' il caso di ricordarlo al di la
dell'emergente borghesia cinese e delle olimpiadi, e' opportuno sapere che
esiste ancora una dittatura di partito in quel paese - impedisce qualsiasi
tentativo di rivendicazione dei piu' semplici diritti umani per i tibetani.
Negli ultimi anni il Governo cinese ha incentivato una massiccia emigrazione
cinese verso il Tibet, per far diventare gli stessi tibetani minoranza nel
proprio paese, anche attraverso aborti forzati e l'imposizione di matrimoni
misti
Decine di migliaia di tibetani sono stati uccisi senza processo negli
anni solo
in base al sospetto di attività anticomuniste emolti tibetani imprigionati
sono morti in seguito alle brutalità, alle privazioni ed ai lavori forzati.
Pare vi siano state anche operazioni di sterilizzazione e matrimoni forzati
con i cinesi al chiaro scopo di eliminare la razza tibetana nel giro di
poche generazioni. I militari cinesi hanno bombardato e distrutto centinaia
di monasteri mentre altri sono stati demoliti. In base a questi fatti ed
alle prove ottenute la Commissione Internazionale dei Giuristi dichiara la
Repubblica Popolare Cinese colpevole di genocidio e le attribuisce l'intento
di distruggere i tibetani in quanto gruppo nazionale, etnico, razziale e
religioso.
Spesso in Italia, in Umbria e anche a Spoleto, si fanno iniziative volte
alla collaborazioni economiche con aziende cinesi, e ci si vanta
dell'apertura di "affari" con questo o quel personaggio o azienda orientale;
ad oggi pero' non e' possibile intraprendere iniziative con aziende cinesi o
rappresentanti del governo cinese senza ricordarsi della repressione che sta
vivendo il popolo tibetano. Non possiamo chiudere gli occhi e pensare solo
al dio denaro. Per questo speriamo che la prossima iniziativa locale che ha
come tema la Cina, non sia piu' per mero interesse economico, ma che guardi
ai problemi della Cina moderna, problemi etici, morali e di diritti umani
stralciati. Problemi di tutti e non di pochi.
Michael Surace