Intercettazioni. Il 13 luglio.
FNSI PROCLAMA GIORNATA DI
SCIOPERO CONTRO IL "DDL ALFANO".
Roma, 30 giugno 2009. Una giornata di sciopero nazionale dei giornalisti è stata proclamata dalla Fnsi per il 13 luglio prossimo contro il Ddl Alfano sulle intercettazioni. «I giornalisti - si legge in una nota della Federazione della stampa - si fermeranno nei prossimi giorni per una giornata di silenzio, il 14 luglio prossimo (con blocco però dell'attività nella carta stampata il 13), per contrastare il ddl Alfano sulle intercettazioni che introduce inaccettabili divieti al diritto di informazione sulle indagini e sulle inchieste giudiziarie. È la decisione del Consiglio Nazionale della Stampa Italiana riunito oggi a Roma, che ha approvato con un solo voto contrario e due astenuti la proposta della giornata di protesta di tutto il nostro giornalismo avanzata dal segretario generale Franco Siddi». La nota della Fnsi prosegue: «La giornata di astensione dell'informazione, alla quale i giornalisti sono costretti dopo un anno di iniziative civili, di confronto e di dibattito e denuncia per la libertà dell'informazione, senza censure e intimidazioni, è lo strumento con il quale si vuole marcare una volta di più l' indignazione più ferma di fronte alle previsioni del ddl Alfano: un bavaglio ai giornalisti e la sanzione (un danno economico) per gli editori al fine di impedire di dar conto delle notizie sulle indagini giudiziarie negli organi d'informazione; la pesante limitazione del diritto dei cittadini a sapere o essere informati su fatti importanti per la loro vita. Non si sciopererà, quindi, per un aumento di stipendio ma per un aumento della libertà nel nostro Paese; una libertà che guarda ai cittadini, che pagherebbero ancora più di tutti a causa di un bene essenziale a loro parzialmente sottratto, mentre già pagano le distorsioni che gravano sul sistema per l'assenza di efficace normative antitrust e di pluralismo reale del mercato pubblicitario. I giornalisti sono, oggi, professionisti costretti alla frontiera (e ora alla protesta) per svolgere correttamente la loro funzione. Di fronte a tutto questo, i giornalisti sono per forza condotti a essere militanti di un solo valore, l'informazione libera». (RADIOCOR)
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Del Boca a Catanzaro: la categoria dovrebbe ammettere i propri errori
Catanzaro, 30 giugno 2009. "Se tutta la categoria dei giornalisti, ma proprio tutta, fosse nelle condizioni di ammettere e sottolineare inequivocabilmente i propri errori, sarebbe più forte nel difendere se stessa''. Lo ha detto il presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Lorenzo Del Boca , intervenendo a Catanzaro alla consegna del premio ''Il miglior giornalista giovane italiano''. Il riconoscimento, promosso dall'Ordine dei giornalisti della Calabria in memoria di Giampaolo Stigliano Messuti, è stato attribuito a Valentina Bisti, del TG1. Riconoscimenti sono andati anche a Maria Luigia Cozzupoli, della Rai, e ad Alessia Burdino, del Quotidiano della Calabria.
''Un premio che viene dato ai giornalisti - ha aggiunto Del Boca - serve a gratificare l'eccellenza di alcuni rappresentanti della categoria, che ha tante colpe da farsi perdonare, alcune delle quali però imperdonabili, ma può esibire anche professionalità di tutto riguardo. Quello attuale, però, per i giornalisti è un periodo straordinariamente negativo perchè l'opinione pubblica ci accredita di scarsissima credibilità. Il che consente ai vari poteri, a cominciare da quello politico, di immaginare una legislazione che chiude alcuni spazi di libertà e rende più complicato l'esercizio della cronaca''. Facendo riferimento agli ''errori'' degli operatori dell'informazione, Del Boca ha sostenuto che ''se tutti i giornalisti, per esempio, dicessero che le fotografie di Zappadu non si potevano scattare perche' violano la privacy, oggi avrebbero più argomenti da spendere per chiedere di tenere giù le mani dai giornalisti. Così come, e mi scuso per l'invasione di campo, se tutti i magistrati, ma proprio tutti, fossero in condizione di dire inequivocabilmente che a Potenza troppo si e' speso e troppo si e' intercettato per origliare le conversazioni di tutte le veline e le letterine del pianeta, con risultati giudiziari irrilevanti, potrebbero difendere più efficacemente il loro diritto-dovere di svolgere le loro indagini senza interferenze e senza limitazioni''. (ANSA).
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Testo in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3884
Svolta illiberale giustificata
con la protezione della privacy.
INTERCETTAZIONI.
Il "ddl Alfano" passa alla
Camera anche con 21 voti
dell'opposizione. La decisione
finale spetterà al Senato.
Resta il carcere (da 1 a 3
anni) per i cronisti, quando
pubblicano intercettazioni di
cui è stata ordinata la
distruzione o che riguardino
persone estranee alle indagini.
In allegato il testo del ddl.
DIRITTO DI CRONACA - Nel testo originario i giornalisti non avrebbero potuto scrivere praticamente nulla degli atti relativi ad un procedimento penale fino all'inizio del dibattimento. Ora si prevede che per gli atti non più coperti da segreto (comprese le intercettazioni) resti il divieto di pubblicazione anche parziale fino a che non si siano concluse le indagini preliminari, ma se ne potrà comunque scrivere per "riassunto". Sarà vietato pubblicare le richieste e le ordinanze emesse in materia di misure cautelari fino a quando l'indagato o il suo difensore non ne siano venuti a conoscenza. Dopo di chè se ne potrà pubblicare il contenuto. Fanno eccezione le intercettazioni riportate nelle ordinanze. Per quelle permane il divieto di pubblicazione. Con riferimento alla pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale, gli editori potrebbero essere costretti a versare sanzioni da un minimo di 65.500 euro fino a un massimo di 465.000 euro. I CRONISTI INDAGATI (per la pubblicazione di "carte" coperte dal segreto) rischiano la SOSPENSIONE DALLA PROFESSIONE FINO A 3 MESI.
NAPOLITANO: "Esaminerò il testo, seguirò l'iter. Ci sono molte cose da difendere e molte cose da rinnovare" . Le PROTESTE della FNSI, della FIEG, dell'ORDINE e dell'UNCI.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3308
INTERCETTAZIONI.
GIRO DI VITE PER TOGHE
E GIORNALI. "Ascolto"
possibile SOLO in presenza
di gravi indizi di colpevolezza
e con l'ok di un "Gip collegiale".
ANCHE il CARCERE (da 1 a
3 anni) per i CRONISTI che
pubblicano intercettazioni
destinate alla distruzione.
Ddl in aula il 18 maggio, ma il.
6 maggio il Governo ha
deciso di porre la fiducia.
DIVIETO PUBBLICAZIONE (Per i media le indagini diventeranno 'top secret'. Non si potranno più pubblicare gli atti dell'indagine preliminare, neanche l'iscrizione nel registro degli indagati di qualcuno, o quanto acquisito al fascicolo del Pm o del difensore, fino al termine dell'udienza preliminare. Anche se gli atti non saranno più coperti da segreto). REATI INTERCETTABILI (Sul punto la legge attuale cambia poco. Potranno essere intercettati tutti i reati con pene superiori ai 5 anni, compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione materiale pornografico anche relativo a minori). LIMITI DI TEMPO (Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15. Per reati di criminalità organizzata, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20). VIA IL MAGISTRATO CHE PARLA TROPPO. NO alla PUBBLICAZIONI di NOMI O IMMAGINI del PM. FINO A 370MILA EURO la MULTA PER gli EDITORI. STOP A UN GIORNO IN PRETURA.
La reazione dell'Ordine dei giornalisti, dell'Unione cronisti, di Fnsi e Fieg, del Csm. IN CODA: PARERI e CONTRIBUTI di ENZO CHELI, CARLO FEDERICO GROSSO, MARINA CASTELLANETA e FRANCO ABRUZZO.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3486
ENZO CHELI (Giurista ordinario Diritto costituzionale Università di Firenze) e CARLO FEDERICO GROSSO (Giurista ordinario Diritto penale Università di Torino).
Parere pro veritate sul ddl n. 1415 in tema di intercettazioni telefoniche redatto per conto della Fieg e depositato in Commissione Giustizia il 2 ottobre 2008: "Il "diritto all'informazione" viene a trovare il suo supporto, oltre che nell'art. 21 cost., in uno dei caratteri fondamentali della funzione giurisdizionale (la pubblicità dei giudizi) desumibile sia dall'art. 101 cost. che dai principi del "giusto processo". E se è vero, sempre alla luce dei criteri elaborati dalla giurisprudenza costituzionale - che la "pubblicità dei giudizi" (e, conseguentemente, il "diritto all'informazione" relativo agli stessi) può incontrare limiti nella presenza di contrapposti interessi di rilevanza costituzionale (quali quelli connessi alla tutela dell'ordine pubblico, della sicurezza, del buon costume, della presunzione di innocenza, etc.) è anche vero che gli stessi devono essere in ogni caso individuati in termini non generici, e definiti in forme ragionevoli e proporzionate, così da non paralizzare o rendere particolarmente difficoltoso l'esercizio di quell'informazione sulle vicende del processo che si realizza attraverso il "diritto di cronaca" ".
IL PARERE E' UN TESTO FONDAMENTALE PER CAPIRE LA SVOLTA ILLIBERALE SULLA LEGISLAZIONE SULLA STAMPA.
IN CODA: "Ddl Alfano, se lo conosci lo eviti". E' il titolo del quaderno dell''Unione nazionale cronisti italiani dedicato al progetto di legge sulle intercettazioni. Tutti i contributi possono essere recuperati con un colpo di mouse.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3024
"Guida al diritto" n. 40/2008 settimanale di "Il Sole 24 Ore".
ANALISI.
Con il ddl intercettazioni tramutato in legge,
cronaca giudiziaria destinata a scomparire.
I cronisti e i direttori rischiano non solo il carcere "fino a 3 anni", ma anche la sospensione cautelare dalla professione fino a 3 mesi non solo per la pubblicazione di intercettazioni, ma anche se "mediante modalità o attività illecita, prendono - dice il nuovo articolo 617/septies del Cp - diretta cognizione di atti del procedimento penale coperti dal segreto". L'articolo 58 della legge 69/1963 sull'ordinamento della professione di giornalista impedisce, però, al Consiglio dell'Ordine l'adozione di qualsiasi provvedimento prima della conclusione del processo penale. La nuova norma, pertanto, potrebbe essere inapplicabile, perché non è coordinata con l'articolo 58 citato.
Anche i pubblici ufficiali, -che rivelano illecitamente il contenuto di intercettazioni, conversazioni o interrogatori di testimoni e imputati -, rischiano il carcere non più fino a un anno come accade oggi, ma fino a cinque.
di FRANCO ABRUZZO