Teatro e musica, donne e culture, laboratori di arte e di pensiero, letterature, abilità di vario generi, arti visive e, alla radice di tutto, il territorio. Sono gli elementi di architetture reali e possibili su cui nasce La città Dadisé, rassegna senza frontiere che, dal 2 al 7 settembre, riempie di suoni, immagini, volti e parole il Parco Madre Teresa di Calcutta in via Palmiro Togliatti, nel VII Municipio. Sei giorni di spettacoli, riflessioni, giochi e mostre, in un mosaico di espressioni e forme della diversità e dei suoi luoghi. Lungo un itinerario tra sogni, disagi e altri segni delle identità e dei confini, in bilico tra provocazione e tradizione.
A cominciare dall'inaugurazione, martedì 2, subito nel segno del dialogo tra lontananze e differenze. Arrivano dall'India gli artisti di Milon Mela, custodi di antichissime tradizioni (come il Kalaripayattu, madre delle arti marziali, o la danza Chhau di Purulia, che racconta le cosmogonie induiste). Dopo di loro, nella stessa serata, spazio alle storie cantate da Lucilla Galeazzi, che racconta, con un linguaggio a noi più familiare, la vita, le donne e il lavoro.
Il denso programma della rassegna, ideato in collettivo dalle associazioni The way to the Indies - Argillateatri, G.B. Studio, Michele Testa - Torsapienza e UnAmletoditroppo, va avanti con i magici tamburi dei Sarawan dall'Iran insieme ai danzatori sufi romani, il portoghese Fado Entre Rios e, dall'Irlanda romantica e spavalda, le canzoni e le storie di Kay Mc Carthy, che festeggia quest'anno trent'anni di carriera. Mentre Africa e Giappone si celano fra gli specchi di Il labirinto, "testo mosaico" formato da infiniti altri testi, azioni e stupori sulla diversità e la ricerca del proprio luogo interiore, con la regia di Ivan Vincenzo Cozzi. E poi, anche diversità più vicine, come la Roma nota e sconosciuta, amata e odiata, ma sempre vissuta come una storia d'amore, nello spettacolo Prove di felicità da una città: lascia che sia per la regia di Carlo Gori, oppure la donna celestialmente diversa protagonista di Vangelo secondo Maria di Barbara Alberti, portata in scena da Salima Balzerani. O ancora le alterità drammatiche lette attraverso la vivida storia di Olà Medea, interpretata da una "neodonna", ex transessuale che porta in scena, con la regia di Gianluca Bottoni, un'ipotesi di trasformazione e, soprattutto, un canto al distacco, alla differenza, alla mescolanza...
Ma non solo. La Città Dadisè sarà continua sorpresa: dagli spazi per ragazzi (letture, fiabe, laboratori creativi), alle Biblioteche Raffaello, Rodari e Quarticciolo con il loro lavoro sul libro, entità viva e reale, che respira assieme al lettore, dalle musiche etno-world e jazz rigorosamente italiane proposte da Alfamusic, alle passeggiate nel Parco alla scoperta dei 12 alberi mitici di Roma, dalle iniziative delle associazioni del territorio, ai progetti di solidarietà come quello dei Bambini del Deserto. E ancora concerti e spettacoli teatrali nei pomeriggi, punti di informazione, proiezioni, presentazioni di libri, incontri e per ascoltare quello che la città e, in particolare, il quartiere racconta, chiede, sogna.
Per informazioni: tel. 06 7811545, 06 77071899 e 3683258777 email argillateatri@gmail.com