Foligno:UN ALTRO CINEMA E' POSSIBILE
Oggi al Supercinema un film di Bertolucci
Cinema -
10/04/2008 16:41
Per la serie "Un altro cinema è possibile" verrà , oggi proiettato, a cura dell'Associazione Casa dei Popoli, nella rassegna di "Giovedì al Cinema", "Partner" un film del 1968, opera di Bernardo Bertolucci. Il film, drammatico e di carattere spiccatamente politico racconta la storia di Giacobbe, abiti borghesi, capelli corti e una vita tranquilla, almeno esteriormente. Insegnante in un'accademia d'arte drammatica a Roma, l'uomo vive morbosamente rinchiuso nel suo protettivo appartamento da dove sogna di compiere crimini e azioni rivoluzionarie. Ma lo sogna soltanto. Perché, quello che gli manca è il coraggio per mettere in atto i suoi piani. La scintilla gli scocca in mente, rapida e fulminea, ma le mani non sono altrettanto veloci ad agire prima del morso della coscienza. All'improvviso, però, immerso nella volontà di fare qualcosa e sopraffatto dall'incapacità fisica di farlo, Giacobbe scopre di avere un sosia. Come un fulmine a ciel sereno. Uno stralunato "Giacobbe 2", capelli lunghi, barba incolta, e un sangue freddo particolare che gli permette di compiere qualunque tipo di azione. I due si incontrano, si conoscono, decidono di vivere nella stessa casa e il distinto insegnate trova, così, un altro “io†che compia in sua vece le azioni, criminose e rivoluzionarie. Tutte le azioni che egli vorrebbe, ma non sa compiere. In realtà , da questa convivenza obbligata, quasi necessaria e istintiva si estrapola come i due vivano già l'uno dentro l'altro. Come siano indissolubilmente partner l'uno dell'altro. Il film, ispirato al romanzo giovanile "Il sosia" del grandissimo Dostoevskij, racconta la vita, i sogni, le idee e i limiti umani, si dimostra estremamente teorico nel suo carattere freddo e antinaturalistico e nel continuo spostarsi dalla vita al cinema e viceversa. Quelli che saltano all'occhio, invece, sono gli echi freschi di espressionismo che si concretizzano negli aspetti tecnici, nel gioco di ombre e luci, nell'abolizione del concetto di spazio tra interni ed esterni, ritrovato, anche di recente, in altri film minimalisti e introspettivi, nella conformazione della spettrale e inanimata casa-utero tipicamente dostoevskiana, abitata da Giacobbe e dal suo cameriere Petruschka, un motivo che sarà addirittura ripreso nel famoso "Ultimo tango a Parigi". Bertolucci ha saputo, quindi, rendere magistralmente il senso dell'opera da cui trae spunto, riportando sulla pellicola la vita di un uomo forse malato, o forse troppo vero. L'unico commento possibile viene dalle parole che lo scrittore russo scrive nelle sue "Memorie del sottosuolo", « da un essere umano, che cosa ci si può attendere? Lo si colmi di tutti i beni del mondo, lo si sprofondi fino alla radice dei capelli nella felicità , e anche oltre, fin sopra la testa, sì che alla superficie della felicità non salga che qualche bollicina, come sul pelo dell'acqua...gli si diano la tranquillità e di che vivere, al segno che non gli rimanga proprio nient'altro da fare se non dormire, divorare pasticcini e pensare alla sopravvivenza dell'umanità ; ebbene, in questo stesso istante, proprio lo stesso essere umano che avete reso felice, da quel bel tipo che è, e unicamente per ingratitudine, e per insultare, vi giocherà un brutto tiro. Egli metterà in gioco persino i pasticcini, e si augurerà la più nociva assurdità , la più dispendiosa sciocchezza, soltanto per aggiungere a questa positiva razionalità un proprio funesto e capriccioso elemento. Egli vorrà conservare le sue stravaganti idee, la sua banale stupidità ... ». Un film di contestazione e sulla contestazione, quindi, ma anche sull'impotenza rivoluzionaria. Da vedere assolutamente. Eccezionalmente proiettato al Supercinema Clarici. Ore 18.10-20.20-22.30. Ingresso: € 4,50. Ulteriori informazioni sono reperibile al numero 0742 342730. Pamela Saracini
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